Sant'Agata torna tra la gente. La festa della patrona catanese si è aperta all'alba con la messa dell’aurora in cattedrale, seguita dall’uscita del busto reliquiario. Alle 7.30 Agata si è affacciata in piazza Duomo accolta dal 'popolo bianco'. Quindi alle 7.55 è cominciato il percorso delle antiche mura, o giro esterno, come è più noto tra i fedeli, lungo i luoghi del martirio e il cuore popolare di Catania.
Dopo un inizio caratterizzato dalla pioggia, le condizioni meteo sono migliorate e la processione è andata avanti tra nuvole e qualche raggio di sole. Alle 17.30 l'ingresso in piazza Carlo Alberto, tra i fuochi d'artificio; quindi il tragitto verso piazza Stesicoro per la salita dei Cappuccini.
Prima dello sforzo dei devoti, il discorso dell'arcivescovo di Catania Luigi Renna ai cittadini (di cui riferiamo a parte). Alle 19.57 l'inizio della salita, lentissima a causa della presenza di troppa gente sul percorso. Ci sono voluti dieci minuti per completarla, con grande fatica e qualche stop. Praticamente al passo. Difficile ricordare una salita dei Cappuccini in tempi più lunghi. A seguire niente sosta nella chiesa di Sant'Agata la Vetere e via al percorso in via Plebiscito e nella notte le tappe classiche con i fuochi al Fortino e la calata della marina.
Grandi assenti le candelore rimaste ferme sotto i portici in corso Sicilia, ufficialmente per motivi di sicurezza in considerazione delle condizioni meteo non favorevoli anche se quanto accaduto martedì in via Etnea (due cerei tra i più rappresentativi - pescivendoli e ortofrutticoli - hanno rallentato le celebrazioni e il percorso della carrozza del senato) ha fatto molto discutere, soprattutto dopo le parole di monsignor Renna in piazza Stesicoro.
L'OMELIA DI RENNA. Nella sua omelia in mattinata Renna ha scelto toni forti: "C'è una violenza più grande che si avventa contro le persone, ed è quella della guerra e quelle delle armi che anche a Catania molti posseggono in maniera illecita. Non puoi amare le armi, e dirti cristiano, non puoi tenerle illecitamente e dirti devoto, perché tu offendi sant'Agata; non puoi indossare il sacco e tenere un tirapugni: vai prima a distruggerlo e poi vieni qui da sant'Agata".
Poi un appello a imprenditori e politici: "Dire il proprio sì al bene comune richiede diverse responsabilità. Oggi mi rivolgo agli imprenditori: sappiate condurre le vostre aziende in maniera virtuosa, pensando allo sviluppo del territorio, tenendovi lontani dalla malapolitica che imperversa ancora in alcuni ambienti. E a voi politici della nostra città, la vostra responsabilità è la forma più alta di carità, perché molto del bene comune dipende anche da voi: amate la responsabilità che vi è stata affidata, non sottraetevi al dialogo con la gente, sottraetevi piuttosto dallo stile di chi promette soldi e non progetti, perché i soldi senza progetti non portano a niente. A volte può capitare di sbagliare: abbiate allora l'umiltà di chiedere scusa e di ricominciare umilmente".
MARATONA. La città riabbraccia così la patrona e comincia la lunga maratona. Tutte le fasi della festa saranno seguite minuto per minuto dal nostro sito grazie alle dirette di Antenna Sicilia e Telecolor.


























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