MESSINA - L'uomo indagato per l'omicidio volontario dei tre cacciatori trovati senza vita, uccisi a colpi di fucile la settimana scorsa a Montagnareale sui Nebrodi, è stato sottoposto alla prova dello stub dai carabinieri del Ris di Messina. L'esame, però, potrebbe non essere decisivo visto che il 50enne era solito andare a caccia e quindi potrebbe, anche per contaminazione, avere residui di polvere da sparo addosso o sui vestiti.
L'uomo, A. S, era amico di Antonio Gatani, 82 anni, la più anziana delle tre vittime. Ha sempre svolto lavori saltuari in campagna: sfrondava alberi e zappava la terra per privati. Non ha mai avuto un impiego stabile e non è sposato. L'indagato ha accompagnato Gatani nel bosco per una battuta di caccia e ha poi riferito di essersi allontanato e di non sapere nulla della sparatoria che ha coinvolto l'anziano e i due fratelli Giuseppe e Devis Pino. Non era sul posto quando i carabinieri hanno trovato i cadaveri.
All'indagato sono stati sequestrati i fucili da caccia e alcuni indumenti. L'uomo era stato sentito dai carabinieri subito dopo gli omicidi come testimone, quindi senza l'avvocato. Le dichiarazioni rese allora potrebbero essere inutilizzabili. Intanto le salme delle vittime sono state restituite alle famiglie.
































