A Catania è il giorno di Sant'Agata. In cattedrale si è celebrato il solenne pontificale in onore della patrona etnea, rientrata intorno alle 8 di mattina dal lunghissimo giro esterno, presieduto dal cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei Vescovi e vescovo emerito di Gozo (Malta).
Ecco i passi principali dell'omelia. "La festa della patrona Sant’Agata è motivo di gioia e di orgoglio per la città di Catania. Qui Sant’Agata è ‘di casa’. Essere catanesi significa anche sentirsi legati a lei. Proprio per questo legame così forte, è importante fermarci a riflettere: come può ispirarci la Santuzza oggi? Leggendo il racconto del suo martirio, mi ha colpito il dialogo tra lei e Quinziano. Quando lui le chiese quale fosse la sua condizione, Agata rispose: 'Sono nata libera e di nobile famiglia'. La libertà è il valore più importante che abbiamo; è il punto di partenza di tutti i nostri diritti. Senza libertà non c’è dignità e siamo privati del diritto di scegliere come vivere".
"Possiamo davvero dire di essere liberi oggi, seguendo l’esempio di Sant’Agata? La vera libertà non è fare tutto ciò che si vuole senza norme. È saper capire cosa conta davvero e impegnarsi per quello. Questo aiuta a capire perché, quando Quinziano chiese ad Agata: 'Se dici di essere libera e nobile, perché vivi e ti vesti come una schiava?', lei rispose: 'Perché sono serva di Cristo. La vera libertà e la vera nobiltà stanno proprio qui: nel mostrare di essere servi di Cristo”.
"Ma la libertà è continuamente minacciata da forze che cercano di opprimerla, spesso in modo subdolo. Anche qui il dialogo tra Quinziano e la nostra patrona ci illumina. Di fronte a una giovane così incrollabile, il proconsole tenta in ogni modo di spezzarne la fierezza: prima la fa rinchiudere in carcere, il giorno seguente la sottopone ai supplizi e, accecato dall’ira, ordina che venga torturata al petto e che le siano strappate le mammelle e messa sui carboni ardenti!".
"Eppure, Sant’Agata rimane salda. La sua libertà guarda oltre la sofferenza e oltre la morte. Mi piace immaginare che Agata abbia pronunciato, nel suo cuore, le stesse parole attribuite a un martire contemporaneo siciliano, Paolo Borsellino: 'È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola'".
Il cardinale segnala anche il rischio della "paura, usata da chi vuole controllare le persone, perché è più facile comandare chi è spaventato e vive nella miseria". "L'omertà non è solo qualcosa di sbagliato - ricorda il cardinale Grech - toglie libertà alla persona, le impedisce di dire la verità e di comportarsi secondo la propria coscienza. Don Pino Puglisi diceva: 'Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti'".
"La processione di Sant’Agata che attraversa le strade della città è un segno forte del nostro camminare insieme. Libertà e speranza camminano insieme. Se vogliamo ridare alla nostra città speranza e libertà, chiediamo a Sant’Agata questa grazia: che ci protegga non solo dalle calamità naturali, ma soprattutto da quelle spirituali. È importante che la nostra patrona interceda perché tutti possano capire presto che la fede in Gesù Cristo non è qualcosa di assurdo, ma un fuoco che dà forza e riempie la vita di energia, di luce, di amore".






























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