PALERMO - Estorsione e violenza, entrambi i reati aggravati dal metodo mafioso. E' l'accusa che ha portato la polizia a eseguire un'ordinanza di custodia cautelare a carico di due indagati. L'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio della Dda di Palermo e condotta dalla squadra mobile diretta da Antonio Sfameni, è scattata dopo la denuncia di un imprenditore edile, impegnato nella costruzione di un edificio nella zona di via Buonriposo.
La vittima dell'estorsione e un suo familiare sono stati 'avvicinati', intimiditi e aggrediti dagli indagati che hanno chiesto il pagamento del pizzo per la realizzazione del palazzo. Gli arrestati sono Giuseppe e Giusto Vernengo, padre e figlio, di 64 e 43 anni. Il gip ha disposto per il padre il carcere, per il figlio il divieto di dimora a Palermo e l'obbligo di presentarsi alla pg e restare a casa la notte.
Il presidente di Ance Palermo, Giuseppe Puccio, evidenzia il coraggio mostrato dall'imprenditore. "A lui e al figlio - dice - va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Siamo rinfrancati dal pensiero che oggi denunciare sia considerata l'unica strada percorribile ma, come imprenditori, ci preoccupa molto il fatto che estorsioni, violenze e richieste di denaro siano ancora presenti. Per questo da tempo stiamo portando avanti una serie di iniziative a sostegno delle imprese edili che denunziano. Nei giorni scorsi abbiamo incontrato il prefetto proprio per metterlo al corrente di ciò che stiamo realizzando e nelle prossime settimane porteremo avanti il nostro impegno a trovare soluzioni con azioni concrete".



































