MESSINA - La scherma come riabilitazione fisica e psicologica per le donne che combattono il tumore al seno. Il progetto si chiama Nastro Rosa ed è una iniziativa della Federazione italiana scherma (Fis) grazie alla quale dodici pazienti oncologiche, seguite dal reparto di Oncologia del Policlinico G. Martino di Messina, stanno partecipando a un corso di scherma costruito su misura per loro.
Nastro Rosa è attivo già da alcuni anni in Italia con il sostegno di Sport e Salute e di recente ha visto concretizzarsi anche l’intesa con l'Associazione nazionale donne operate al seno (Andos). Un progetto nazionale il cui coordinatore scientifico è Massimiliano Berretta, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia.
La disciplina svolta nella sede del club Scherma Messina, all’interno dell’istituto scolastico Annibale Maria di Francia, scuola Spirito Santo, consente di eseguire esercizi specifici per il recupero funzionale dell’arto superiore, ma che ha anche un impatto significativo sul piano psicologico perché favorisce la socializzazione e la condivisione tra pazienti che hanno vissuto la stessa esperienza di malattia.
Un valore aggiunto è rappresentato dallo svolgimento di tale attività al di fuori dell’ospedale. Due ore a settimana, ogni martedì, sotto la guida del maestro Letterio Cutugno, fondatore del Club Scherma Messina, fiorettista e spadista con alle spalle una carriera ricca di success. Cutugno ha condotto anche studi sperimentali per analizzare l’aspetto psicologico degli atleti, collaborando con la nazionale italiana di scherma.
“Il cancro al seno e i successivi trattamenti - sottolinea il prof Massimiliano Berretta - hanno un impatto sullo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale della donna. Questo progetto - che in prima battuta ha avuto un risvolto soprattutto sul piano della ricerca scientifica, con
uno studio che abbiamo portato avanti in sinergia con l’università Tor Vergata di Roma - adesso ha trovato una sua attuazione pratica".
"Messina è la seconda realtà siciliana ad offrire alle pazienti questa opportunità e il nostro centro è in questo momento il secondo in Italia come numero di donne partecipanti. Già da tempo stiamo lavorando per sensibilizzare sempre più le pazienti sull’importanza dell’adozione di uno stile di vita attivo che, insieme ad una corretta alimentazione, rappresentano strumenti di prevenzione e cura in grado di ridurre il rischio di recidive”.

A seguire le pazienti è un team multidisciplinare che vede al suo interno oltre agli oncologi, anche i fisiatri, con il programma di prescrizione esercizio fisico adattato a cura di Demetrio Milardi, i fisioterapisti, gli psicologi e una biologa nutrizionista. L’obiettivo è quello di valutare e curare più aspetti, non solo clinico e farmacologico, in linea con una moderna oncologia che non può non prendere in considerazione più aspetti trasversali significativi per la sopravvivenza.
L’approccio chirurgico del carcinoma della mammella, oltre alle conseguenze psicologiche ed estetiche, causa una modificazione della postura e della mobilità del braccio per la presenza di linfedema e aderenze ascellari e pettorali, le quali impediscono o rendono dolorosi anche semplici movimenti della vita quotidiana. La scherma-terapia post-mastectomia nasce in Francia, grazie al lavoro della specialista Hornus Dragne.
Questa disciplina implica una mobilizzazione inconsapevole della spalla del braccio armato, l’allenamento dell’equilibrio, e permette, nella posizione di guardia, il riassetto della postura. Inoltre da alcuni studi e valutazioni cliniche eseguite in Francia, sono stati constatati una riduzione dei sintomi psicopatologici di ansia e depressione e un miglioramento delle capacità di coping, cioè dell’abilità di fronteggiare lo stress con modalità adattive e centrate sul problema.















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