Ogni anno in Italia più di 2.200 bambini, ragazzi e giovani tra 0 e 19 anni, si ammalano di tumore. Sono numeri che, pur nella loro drammaticità, raccontano anche un progresso: oggi la sopravvivenza a cinque anni supera l’80%. Un traguardo che solo qualche decennio fa era impensabile, ma che non è ancora sufficiente. Perché dietro ogni percentuale c’è una storia, una famiglia, un percorso complesso fatto di diagnosi difficili e terapie sempre più personalizzate.
Un’occasione per parlarne sarà la Giornata mondiale contro i tumori infantili del 15 febbraio. I tumori pediatrici comprendono più di 50 patologie rare, ciascuna con caratteristiche biologiche e cliniche specifiche. La loro rarità comporta difficoltà diagnostiche e rende più complesso lo sviluppo di studi clinici dedicati. Per questo la collaborazione tra centri è cruciale: condividere dati, competenze e protocolli significa offrire ai piccoli pazienti diagnosi più rapide e terapie mirate, anche nei casi più complessi. Negli ultimi trent’anni l’oncologia pediatrica ha compiuto passi da gigante: oggi sono disponibili strumenti diagnostici avanzati, terapie target, immunoterapie e, in alcuni casi, terapie cellulari. Ma le forme resistenti ai trattamenti standard restano una sfida aperta.
Il tema globale di quest’anno è "Demonstrating Impact: From Challenge to Change", cioè dimostrare l’impatto della malattia e andare dalla sfida al cambiamento. Questa edizione, oltretutto, segna la conclusione di un ciclo triennale dedicato a garantire un accesso equo alle cure per ogni bambino e adolescente, ovunque nel mondo. In Italia, la Giornata è promossa principalmente dalla Fiagop (federazione italiana associazioni genitori e guariti oncoematologia pediatrica) con diverse iniziative di sensibilizzazione e sostegno.
L'obiettivo internazionale fissato dall'Oms per il 2030 è raggiungere una sopravvivenza globale di almeno il 60% per i sei tumori pediatrici più comuni, riducendo le disparità tra Paesi ad alto reddito (dove la sopravvivenza supera l'80%) e quelli a basso reddito (spesso sotto il 30%). La Giornata registra in Sicilia una forte mobilitazione coordinata principalmente dall'Aslti (associazione siciliana contro le leucemie e i tumori dell'infanzia) e da altre realtà locali affiliate alla federazione Fiagop.
A Palermo si svolge l'evento "Un Succo per la Vita", con la distribuzione di succhi di melograno, il cui ricavato sostiene il reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Civico e poi l’evento "Crescere Genitori" al Teatro Apparte, un incontro formativo e solidale dedicato alla protezione e al supporto dei figli nel percorso di crescita e salute.
A Catania storicamente l'associazione Ibiscus onlus organizza momenti di sensibilizzazione e piantumazione di melograni al Policlinico "G. Rodolico". Molti monumenti siciliani, soprattutto dove maggiore è la sensibilità delle istituzioni locali, potrebbero essere illuminati di oro (colore simbolo dell'oncologia pediatrica) nella serata del 15 febbraio.
































