a.c.) Una lunga processione, composta e silenziosa. Commossa, anche. Grande folla oggi al Massimino, dove è stata allestita la camera ardente per Orazio Russo, bandiera del Catania, scomparso sabato pomeriggio a soli 52 anni.
Tantissimi i tifosi (e non solo) recatisi sin dalle 13.30 nella sala Liotru, al primo piano della tribuna A, per dare l'ultimo saluto a un uomo che ha legato la sua intera vita ai colori rossazzurri rivestendo con la stessa passione tutti i ruoli possibili: giocatore, allenatore, dirigente.
Molti gli ex rossazzurri confusi tra la folla. Tra questi Peppe Mascara, altra bandiera di lungo corso; Marco Biagianti con i ragazzi della Primavera da lui allenata; Giuseppe Baronchelli, capitano della squadra che conquistò la promozione in Serie B nella stagione 2001-2002; Gaspare Cacciola, Carlo Breve, Luca Di Gregorio.
In mattinata, prima dell'apertura, si è visto pure Vincenzo Montella, tecnico degli etnei nel 2011-2012 e attuale ct della Turchia. Nel pomeriggio è stata la volta di Nino Pulvirenti e poi di Pietro Lo Monaco, rispettivamente ex presidente e ad del club.
Ma l'abbraccio del mondo del calcio non ha avuto confini, a testimonianza di quanto Orazio - il cui funerale verrà celebrato martedì alle 15.30 in cattedrale - si sia fatto apprezzare e voler bene ovunque.
Dall'appassionato ultraottantenne al piccolo tifoso accompagnato dal papà, dal presidente del comitato regionale della Figc Sandro Morgana ai giovanissimi calciatori del Cus Catania, allenati dal figlio di Orazio, Lorenzo, che del Cus è anche atleta dopo avere vestito a sua volta la maglia della Primavera rossazzurra: c'erano veramente tutti. Accomunati da un unico sentimento e una sola passione. La stessa di Orazio.
































