PALERMO - Faccia a faccia sul referendum a Palermo tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il leader del M5s Giuseppe Conte.
"Quando avremo vinto apriremo un confronto con il mondo dell'avvocatura, i magistrati e il mondo accademico per la fase delle leggi di attuazione", ha annunciato il ministro durante il confronto moderato dall'avvocato Raffaele Bonsignore. Nordio ha aggiunto che la riforma non impedisce "affatto la possibilità di ricorrere in Cassazione contro le decisioni disciplinari". "In sede di confronto ci sarà ampia possibilità di discussione. Finora - ha detto ancora - non c'è stato perché alla notizia della riforma l'Anm ha risposto con lo sciopero".
"L'unità delle carriere in magistratura comporta che i pm, al Csm o nei consigli giudiziari, diano i voti ai giudici e questo gli anglosassoni non lo capiscono - ha continuato Nordio -. Il pm che sta sotto ai giudici topograficamente nelle aule di giustizia quando sta al Csm o al consiglio giudiziario vota il giudice al quale la mattina, magari, ha fatto istanze. E il cittadino che sa che il giudice terzo viene giudicato dal suo accusatore non sta certo tranquillo".
"La nomina al Csm ora avviene con elezioni che si svolgono con le stesse modalità di quelle politiche. La malattia mortale è che i pm telefonano ai giudici per avere i voti e viceversa e quando si trovano davanti alla sezione disciplinare, il giudice deve giudicare il pm che l'ha votato. C'è una promiscuità tra accusatori che sono parte e giudici terzi che è mortale", ha concluso il ministro.
Rivolgendosi a Nordio, Conte ha posto dei dubbi: "Perché non l'avete fatto in Parlamento il confronto con le opposizioni invece di blindare la riforma? Ora ci volete far credere che in fase attuativa della legge, semmai dovesse vincere il sì al referendum, vi confronterete con le opposizioni? La verità è che questa riforma non garantisce l'efficienza, voi volete solo una giustizia addomesticata".
E ancora: "Se l'obiettivo fosse stata la separazione bastava una norma ordinaria. E invece il governo Meloni ha modificato sette articoli della Costituzione, per costruire due Csm ma una sola Alta corte e soprattutto per disarticolare la magistratura. Questa è una riforma molto sofisticata, c'è quello che è scritto nel testo e poi c'è il non detto, che si alimenta delle dichiarazioni autorevoli del ministro Nordio, della presidente Meloni e di altri".
"State realizzando un disegno di politica criminale fin dall'inizio. Ricordo la legge sui rave party mandata in Gazzetta ufficiale e poi modificata dopo che avete capito gli errori. Da lì è stato tutto un crescendo, decine e decine di inasprimenti di pene, di contro avete eliminato l'abuso d'ufficio e vi siete presi una stangata dall'Unione europea, avete ridimensionato il traffico di influenze illecito. E lei ministro Nordio ha fatto una crociata contro le intercettazioni. Con questa riforma della giustizia la politica vuole mettere lo stivale sopra la magistratura", ha concluso Conte.
































