PALERMO - Il gip di Palermo ha rinviato a giudizio 10 tra insegnanti, tutor e collaboratori scolastici della scuola Falcone dello Zen, per anni ritenuta avamposto di legalità in un quartiere difficile. Sono accusati di falso e truffa. L'indagine svolta dalla Procura europea, nata da accertamenti sulla preside Daniela Lo Verde poi arrestata, ha svelato che la donna con la complicità di insegnanti e collaboratori scolastici, esperti o tutor in progetti realizzati con fondi comunitari, per accaparrarsi i finanziamenti attestava il regolare svolgimento delle attività, di fatto mai realizzate o portate a termine solo in parte.
Il gip ha rigettato 5 richieste di patteggiamento tra cui quella di Lo Verde e del suo vice Daniele Agosta (che comunque hanno già patteggiato per l'accusa di corruzione), motivando il suo diniego con giudizi durissimi: "Deve evidenziarsi che i reati - ha scritto il giudice Walter Turturici - sono stati consumati all'interno dell'amministrazione scolastica e sono consistiti in false attestazioni afferenti a progetti scolastici finanziati dal Fondo sociale europeo in ossequio a una prassi consolidata, invalsa - ciò che è gravissimo - all'interno di istituto scolastico intitolato a Giovanni Falcone e ubicato in una zona della città di Palermo afflitta, per come notorio, da gravissime criticità sul fronte del rispetto della legalità, circostanza, quest'ultima, che avrebbe richiesto proprio alle figure operanti all'interno dell'istituzione scolastica condotte ben diverse da quelle di natura fraudolenta emerse dalle indagini".
Per il magistrato le condotte degli indagati "hanno arrecato una profonda offesa al bene giuridico tutelato, ampiamente travalicando, per grado e qualità, il vantaggio di ordine meramente patrimoniale conseguito".
































