CATANIA - Dopo settimane di confronto serrato le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Catania hanno ottenuto dalla Sifi, azienda rappresentata da Angelo Tudisco e da Confindustria, l’accoglimento della controproposta presentata. Il risultato principale riguarda la riduzione degli esuberi da 52 a 43, con l’impegno dell’azienda a ridurre ulteriormente di altre 4 lavoratori attraverso dimissioni o uscite volontarie fungibili.
La discussione sulla procedura di licenziamento collettivo avviata da Sifi, che inizialmente prevedeva 52 esuberi su 369 lavoratori nello stabilimento di Aci Sant’Antonio, si è dunque conclusa con un accordo al termine del settimo incontro di stamattina. Il risultato sarà ora sottoposto alla ratifica dell’assemblea dei lavoratori convocata per il 12 marzo.
L’accordo, dicono i sindacati, "prevede priorità assoluta all’esodo volontario, accompagnato da un sistema di incentivi economici significativi, calcolati in mensilità nette sulla media dell’ultimo trimestre di retribuzione, oltre al Tfr e all’indennità sostitutiva del preavviso. È inoltre prevista una transazione individuale ai sensi degli articoli 410 e 411 del codice di procedura civile, da formalizzare entro 10 giorni dalla comunicazione di licenziamento, con erogazione delle spettanze entro il 31 dicembre 2026".
Per il segretario generale della Filctem Cgil Jerry Magno “si tratta di un risultato importante, seppur parziale, che ha consentito di ridurre significativamente il numero degli esuberi e di ottenere condizioni economiche più tutelanti per le eventuali uscite volontarie".






















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