MESSINA - La cinquantenne Daniela Zinnanti è stata trovata morta ieri sera a Messina nella sua casa in via Lombardia, uccisa con decine di coltellate. La polizia ha fermato l'ex compagno, il 67enne Santino Bonfiglio, che ha confessato ed è stato portato in carcere. La donna potrebbe essere stata uccisa molte ore prima o addirittura il giorno prima del ritrovamento.
Secondo le prime indagini Bonfiglio è andato a trovare la ex per parlare, forse per chiederle di tornare insieme, ma è stato respinto. In base alla versione dello stesso indagato è nata una violenta lite; lui avrebbe quindi preso il coltello colpendo la ex decine di volte. Il suo avvocato, Oleg Traclo, ha trovato il suo assistito "annichilito, scosso nei suoi pensieri".
Il penalista sostiene che l'incontro tra i due serviva per "chiarirsi sulla seconda denuncia presentata da Daniela Zinnanti, dopo la quale Bonfiglio era indagato per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia, anche se vivevano in case diverse". In seguito a questa denuncia, presentata a gennaio del 2026, per il 67enne era stati disposti gli arresti domiciliari con l'uso del braccialetto elettronico che però non era disponibile: sarebbe arrivato domani. La Zinnanti aveva denunciato l'ex anche a maggio del 2025, ma in quel caso aveva poi ritirato la querela.
A scoprire l'omicidio è stata la figlia della cinquantenne, incinta di 7 mesi, che vedendo il cadavere ha avuto un malore ed è stata portata in ospedale. Daniela Zinnanti aveva due figli nati da una precedente relazione, non lavorava e badava alla madre anziana. Bonfiglio invece è in pensione: prima faceva lavori saltuari guidando un camion.
Gli agenti della squadra mobile hanno trovato l'arma del delitto: è un coltello recuperato vicino a un cassonetto non lontano dalla casa della cinquantenne. Il rapporto della coppia secondo testimonianze raccolte dagli investigatori era travagliato: i due si lasciavano e si riprendevano.
"Siamo disperati per la morte di mia sorella - dice Roberto Zinnanti, fratello di Daniela -. Più volte io e i miei altri cinque fratelli avevamo detto a Daniela di lasciare quell'uomo violento e di non avere più rapporti con lui. L'ultima volta, dopo l'ennesima denuncia e dopo che l'aveva mandata all'ospedale con sette costole rotte, si era decisa a chiudere definitivamente i rapporti con questa persona che però non si dava per vinta. Un altro femminicidio annunciato".
"Lui non so di cosa si occupasse - prosegue -, mia sorella badava quando poteva a nostra madre. Daniela era una donna stupenda che voleva bene a tutti noi fratelli, a sua figlia e anche a mia madre e faceva quanto poteva per stare più tempo con lei. Purtroppo ha conosciuto questo uomo violento ed era convinta, in un primo tempo, di poterlo cambiare; una prima volta, dopo averlo denunciato per maltrattamenti, ha anche tolto la denuncia. Ma questa seconda volta no. Aveva anche convissuto con lui, ma poi non andavano d'accordo e lo aveva mandato via. Sia io sia mia madre le ripetevamo spesso di lasciarlo perdere e finalmente l'ultima volta ha seguito i nostri consigli, ma lui colto dalla disperazione ieri l'ha brutalmente uccisa".




















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