CATANIA - "Ma io con chi mi devo alleare, con Trump o con Putin?". I venditori ambulanti catanesi si interrogano. Ma soprattutto i cittadini si arrabbiano, perché con la guerra in Iran "qui è diventata una lotta per la sopravvivenza". Sotto l'Etna aumentano i prezzi, non solo del carburante. E i catanesi al microfono di Antenna Sicilia e Telecolor si lamentano: "La lattuga costa il doppio, e con le melanzane più care anche la pasta alla norma diventa un lusso".
Preoccupate le associazioni come Coldiretti, perché salgono i prezzi perfino dei prodotti tipici della Sicilia, oltre alle speculazioni sul carburante e sui fertilizzanti. "Addirittura è più cara la smacchiatoria - dice Lorenzo Costanzo, segretario del Cidec -, per colpa dell'energia elettrica. E' una vera e propria psicosi".
Per il carburante la Sicilia peraltro si conferma tra le regioni italiane con i listini più elevati, con il gasolio che ha ormai superato stabilmente la soglia dei 2 euro al litro, attestandosi su una media di circa 2,047. Secondo il Codacons l’aumento rischia di produrre effetti particolarmente pesanti proprio nell'Isola, dove la mobilità e la distribuzione delle merci dipendono quasi esclusivamente dal trasporto su gomma. "Siamo di fronte a una situazione ormai fuori controllo", afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons.






















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