PALERMO - Due elicotteri americani della U.S. Navy sono atterrati nel Parco delle Madonie. La notizia, diffusa attraverso i canali social ufficiali della U.S. Navy, ha sollevato la ferma protesta di 22 sindaci e del presidente del Parco, che hanno scritto al governo regionale e al prefetto per chiedere lumi su quanto accaduto.
Vogliono sapere se "fossero stati avvisati di esercitazioni; se e da quale ente il piano di volo sia stato autorizzato; se, in caso positivo, sia stata effettuata la procedura di valutazione di incidenza ambientale per le esercitazioni militari con elicotteri della base di Sigonella sul sito Piano Catarineci; se non si ritenga opportuno chiedere lo stop a tali attività, visti i rischi per la popolazione locale e l'ambiente naturale, a maggior ragione dato che ci si trova nel contesto di uno scenario bellico privo di piena legittimazione internazionale".
Nella pagina della US Navy si legge: "Gli elicotteri MH-60S Sea Hawk assegnati alla Helicopter Sea Combat Squadron (HSC) 28 conducono un volo di addestramento sul monte Etna vicino alla stazione aerea navale Sigonella, Sicilia. HSC-28 è attualmente dispiegato nell'area operativa della 6a flotta degli Stati Uniti, supportando l'efficacia dei combattimenti bellici, la letalità e la prontezza delle Forze navali americane Europa-Africa, mentre difende gli interessi degli Stati Uniti, degli Alleati e dei partner nella regione".
Gli amministratori segnalano che "alcune delle foto" mostrano "l'atterraggio di alcuni velivoli a Piano Catarineci, area di particolare pregio naturalistico situata nel cuore del Parco delle Madonie e del Geopark, tutelata da un apposito marchio Unesco e fa parte della rete Natura 2000, caratteristica, questa, che implica e richiede una particolare attenzione alla conservazione degli habitat e delle specie di fauna e flora selvatica presenti".
A sollevare l'allarme anche Valentina Chinnici, deputata regionale e vice segretaria regionale del Pd, annunciando un'interrogazione urgente al presidente della Regione, Renato Schifani: "L'atterraggio di elicotteri da guerra della U.S. Navy nel cuore della Sicilia, a Piano Catarineci, non è solo una questione ambientale: è l'ennesimo atto unilaterale che rischia di trascinare la nostra Isola e l'Italia in uno scenario di tensione bellica senza che vi sia stata alcuna informazione o dibattito democratico"
"Il primo allarme è di natura politica e istituzionale - spiega Chinnici -. Ci troviamo di fronte a un'esercitazione militare straniera condotta in piena autonomia, in un'area strategica della Sicilia. In uno scenario internazionale incandescente, dove il presidente Mattarella ha messo in guardia dai rischi delle azioni unilaterali che minano l'ordine internazionale, non possiamo assistere inerti a voli e atterraggi di mezzi bellici americani senza che il governo regionale e nazionale dicano una parola. Dobbiamo sapere con urgenza se Schifani e la Prefettura fossero stati avvisati, e chi ha autorizzato questo piano di volo. Non possiamo permettere che la Sicilia venga percepita come una 'portaerei' in balia di decisioni prese altrove, senza alcuna legittimazione da parte degli organismi europei e internazionali e in spregio alla sovranità nazionale".
In secondo luogo, aggiunge la deputata, si pone il tema della tutela del patrimonio naturale. "A rendere la vicenda ancora più assurda - osserva - è il fatto che queste manovre belliche siano state condotte in un'area di inestimabile pregio naturalistico: piano Catarineci è una zona speciale di conservazione della rete Natura 2000, situata nel cuore del Parco delle Madonie, tutelata dall'Unesco".






















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