CATANIA - Solidarietà al papa per le "recenti dichiarazioni offensive ricevute". Anche l'arcivescovo e l'Imam di Catania si schierano con Leone XIV dopo l'attacco epocale di Donald Trump, che ha definito il pontefice "debole e pessimo in politica estera", dedicandogli un post rovente su Truth ("Dovrebbe darsi una regolata, se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”).

"In questo giorno in cui papa Leone XIV ha ricevuto parole cariche di disprezzo sui suoi messaggi di pace - dice Luigi Renna -, alle quali ha risposto con il garbo di chi non ha posizioni politiche da difendere, ma solo la novità perenne del Vangelo da annunciare, mi piace ricordare le parole di Gesù nel vangelo secondo Luca. Sono parole chiare, che ci dicono che le persecuzioni contro i cristiani non sono solo quelle che li condannano a morte, ma anche quelle di chi disprezza le loro parole, con il tentativo di 'arruolare' il Vangelo alle proprie idee politiche".

Prevost ha risposto al presidente statunitense dall'aereo durante il suo viaggio verso l'Algeria: "Non ho paura dell’amministrazione Trump, o di proclamare a voce alta il messaggio del Vangelo”. "Il Vangelo può ispirare un programma politico - aggiunge monsignor Renna -, ma è sempre di più di esso, e richiama principi che non sono mai 'addomesticabili' ad una visione di parte, meno che mai quando si parla di pace e di Colui che, Risorto, annuncia ai suoi questo grande dono per l'umanità. Esprimiamo parole di vicinanza e di gratitudine al Santo Padre, perché si fa eco dell'annuncio del Risorto, e continua a testimoniare l'identità della Chiesa nel mondo".

Messaggio di solidarietà al papa anche da Abdelhafid Kheit, Imam di Catania, di origine algerina. "Accogliamo con profondo rispetto la visita del Santo Padre in Algeria, un evento che consideriamo di eccezionale portata storica e spirituale. Questa visita giunge trent'anni dopo le sofferenze del 'decennio nero', un periodo doloroso che ha colpito indistintamente tutti i figli dell'Algeria, inclusi i religiosi cattolici: 19 monaci e monache che allora persero la vita e che oggi la Chiesa onora come martiri. La loro memoria è parte integrante del nostro comune impegno contro la violenza".

Per l'Imam "il Santo Padre rappresenta un faro di pace, accoglienza e dialogo, valori che condividiamo profondamente nella nostra tradizione islamica. In un Paese a maggioranza musulmana come il nostro - prosegue Abdelhafid Kheit, che è anche presidente del centro studi Emir Abdelkader -, dove la libertà di culto è garantita dalla legge, la presenza del papa è una testimonianza di convivenza possibile. Come esponente musulmano algerino sostengo con forza l'appello del papa al dialogo e alla comprensione reciproca. La religione deve essere un fattore di avvicinamento tra i popoli, mai di conflitto e scontro".



































