CATANIA - Sono stati prelevati e impiantati su cinque pazienti gli organi della 49enne Alessandra Bruno morta lunedì scorso nell'ospedale Garibaldi Centro di Catania dopo due giorni di agonia per le ferite procurate dal marito, che nella loro casa di Misterbianco l'ha colpita violentemente alla testa con un martello.
La donna aveva dato parere favorevole quando era in vita. Una scelta che, nel momento più difficile, è stata pienamente confermata dai familiari e in particolare dalla figlia, che ha voluto rispettare il desiderio della madre, consentendo così che il suo ultimo gesto diventasse un dono di vita per altre persone. Durante le operazioni di prelievo si è respirato un clima di profonda commozione e rispetto.
Gli organi sono stati trapiantati su pazienti in Sicilia e in altre regioni. L’intero percorso si è svolto grazie alla stretta collaborazione tra l’Arnas Garibaldi, diretto dal dott. Giuseppe Giammanco, e il Centro Regionale Trapianti della Sicilia, diretto dal Dott. Giorgio Battaglia, nell’ambito di una rete organizzativa altamente specializzata che ha coinvolto professionisti di diverse discipline e numerose strutture aziendali.
"In quella che è un'immensa tragedia - ha commentato l'assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso - dobbiamo essere grati alla 49enne per il gesto di grande generosità che ha permesso di salvare cinque vite. La sua scelta di donare gli organi, espressa al momento del rinnovo della carta d'identità, rappresenta la testimonianza concreta di una cultura della donazione sempre più radicata in Sicilia".


































