MESSINA - Si sono conclusi i lunghi e complessi accertamenti tecnici dei carabinieri del ris disposti dalla Procura di Patti sulla strage di Montagnareale costata la vita lo scorso gennaio a tre cacciatori: Giuseppe e Devis Pino, fratelli di San Pier Niceto, e Antonio Gatani.
Nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio è stato iscritto Agostino Segreto, 45enne unico sopravvissuto. Dalle indagini e dalle consulenze medico-legali è emerso che avrebbe sparato a bruciapelo e da distanza ravvicinata contro Devis, la più giovane delle vittime, e poi sarebbe fuggito. Una circostanza che, secondo la Procura, esclude l'ipotesi della legittima difesa.
Sentito nell'immediatezza dei fatti come testimone (a lui gli investigatori erano risaliti grazie ai familiari di Galati che avevano raccontato di averlo visto col padre la mattina della strage) ha prima fatto mezze ammissioni, poi si è chiuso nel silenzio.
Secondo le ricostruzioni degli investigatori, a sparare per primo è stato l'82enne Gatani, probabilmente tratto in errore da un rumore o dal movimento di un cespuglio: avrebbe fatto fuoco col fucile da caccia pensando di colpire una preda.
La rosa dei pallettoni avrebbe ucciso sul colpo Giuseppe Pino, la cui arma è l'unica a non aver sparato, e ferito di striscio il fratello. Il ragazzo a quel punto con la sua carabina avrebbe colpito l'anziano al torace, ammazzandolo. Segreto sarebbe arrivato dopo qualche istante e avrebbe reagito facendo fuoco a sua volta contro Devis e poi scappando.




















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