CATANIA - Vasta operazione della polizia di Catania contro il clan dei Carcagnusi-Mazzei: 32 gli indagati. Più di 200 agenti della squadra mobile della questura hanno eseguito, in varie zone della città e dell'hinterland, un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 20 persone emessa dal gip di Catania, su richiesta della Procura. Altri 12 indagati saranno interrogati preventivamente. Decisive nelle indagini sono state le dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
L’accusa è di associazione di tipo mafioso, traffico di droga, detenzione di armi da guerra e clandestine e tentato omicidio. Le indagini sono state avviate nel dicembre del 2023 nei confronti di Filippo Popolo che, insieme allo zio, Renato Dario Gravagna, gestiva un traffico di cocaina.
E’ subito emerso il collegamento di Popolo col clan Mazzei, al quale forniva parte della droga, collaborando con due esponenti della famiglia mafiosa, Matteo Mazzei e Cristian Intravai Marletta, nipoti di Santo Mazzei, capo storico del sodalizio. Tra gli altri indagati legati da vincoli di sangue col capomafia figurano gli altri due nipoti, l'omonimo Santo Mazzei e Filippo Intravaia, e la figlia Simona Concetta Mazzei. L'uomo di fiducia del clan, infine, sarebbe stato Carmelo Grasso, operativo nella gestione del traffico di droga.
Durante le indagini è emerso come la base operativa dei Carcagnusi fosse rimasta a San Cristoforo e soprattutto nella via Belfiore, nota come ‘Traforo’, dove gli affiliati continuavano a esercitare il loro controllo. Col traffico di droga il clan aveva messo in piedi un importante giro d’affari, strutturato non solo sulla gestione delle piazze di spaccio di propria pertinenza, ma anche su un sistema di rifornimento di trafficanti locali e di piazze gestite da organizzazioni vicine al clan o anche da altre cosche.
Inoltre, è stato rilevato come lo spaccio si fosse spostato dalla strada alle case (le cosiddette case di spaccio), appartamenti presidiati con barriere e ostacoli fissi e muniti di sistemi di videosorveglianza per prevenire l’eventuale arrivo della polizia.
E’ stato anche ricostruito un episodio di tentato omicidio con colpi di arma da fuoco sparati il 19 agosto 2024 in viale Bummacaro contro un parente di esponenti del clan Cappello-Bonaccorsi. Sequestrati inoltre ingenti quantitativi di droga e arsenali di armi in un garage in via Fattorini a Picanello. Il ‘custode’ dell’intero bottino è stato arrestato e in casa sua a San Cristoforo è stata trovata altra droga.






















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