CATANIA - C'è anche il catanese Vincenzo 'Niko' Pandetta, 35enne cantante neomelodico, autore tra l'altro, dell'album 'Malavita' e nipote dello storico boss catanese Salvatore 'Turi' Cappello, tra i 15 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Catania nell'ambito dell'operazione 'Abisso' della guardia di finanza su un traffico di droga gestito da due clan mafiosi, i Cappello-Bonaccorsi del capoluogo etneo e quello di Santa Panagia di Siracusa.
Nell'operazione Abisso ci sono 28 indagati, 15 dei quali sono stati arrestati tra le province di Catania, Cosenza, Lecce, Prato, Reggio Calabria, Siracusa e Malta. Durante l’operazione sono stati sequestrati beni per 700.000 euro. Il gruppo legato al clan catanese si occupava dell’acquisto, del trasporto e della rivendita di cocaina, hashish e marijuana sia in ambito locale sia a Malta. I proventi realizzati sarebbero serviti anche al sostentamento dei detenuti. Veniva inoltre rifornito il gruppo Borgata del clan Santa Panagia di Siracusa.
Secondo l'accusa mentre era in carcere Pandetta ha fatto da mediatore in affari di droga, tramite un altro detenuto, con la cosca siracusana. Agli atti dell'inchiesta ci sono videochiamate intercettate tra Pandetta ed esponenti del clan Cappello-Bonaccorsi. In una di queste uno degli arrestati, Antonio Vasta, confessa la sua disperazione per l'impossibilità di recuperare, per conto di 'amici' calabresi, un carico di circa 2 tonnellate di cocaina lasciato in mare davanti alle coste calabresi, poi recuperato dalla guardia di finanza.
Vasta parla della vicenda con un altro indagato e con Pandetta, che a volte chiama Niko Cappello, lamentando un mancato guadagno di 30 milioni di euro con cui avrebbe sistemato quattro-cinque famiglie.
Niko Pandetta sta scontando una condanna a quattro anni e cinque mesi di reclusione per spaccio di droga ed evasione. Era stato arrestato il 19 ottobre del 2024. E' anche tra gli indagati nell'inchiesta della Dda di Palermo su un traffico di cellulari e droga nel carcere Pagliarelli. Un video di Pandetta era stato mostrato nella notte tra l'1 e il 2 maggio del 2025 dal trapper Baby Gang durante il concerto One Day alla Plaia di Catania. La vicenda aveva fatto scalpore e fatto scattare una perquisizione nel carcere in Calabria dove Pandetta era detenuto e dove agenti della polizia penitenziaria hanno trovato dei cellulari.
"Lunedì prossimo nel corso dell'interrogatorio di garanzia in videocollegamento dal carcere di Prato dimostreremo l'estraneità ai fatti del mio assistito", dice l'avvocato del neomelodico. "È il nipote di Turi Cappello, ma non è mai stato un affiliato dell'omonimo clan se non su supposizioni investigative. Viene chiamato in causa da un pentito che non ha mai conosciuto".




















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