CATANIA - “Catanesi tartassati, insoddisfatti (eufemismo…) del servizio di Igiene ambientale e costretti a file interminabili in questi giorni di scadenza. Oltre al danno la beffa". Uil, UilPensionati Catania e Adoc (associazione consumatori) tornano sulle polemiche scatenate in città dal pagamento della Tari in un'unica rata.
"Poco importa che la scadenza della tassa sui rifiuti non sia perentoria - dicono -. La questione è un'altra: paghiamo più che nel resto d’Italia, per l'esattezza 133 euro oltre la media nazionale, per ricevere cosa? Siamo la quarta tra le città metropolitane più 'mazziate' del Paese (dopo Genova, Napoli e Reggio Calabria) e in più riceviamo numerose segnalazioni e proteste in questi giorni, pure da tantissimi anziani, per l’impossibilità oggettiva di accedere in tempi ragionevoli all’Ufficio Tari del Comune per ritirare i bollettini, non recapitati in tutte le case, o per verificare gli importi o almeno per farsi concedere quanto altrove è già previsto a monte: la rateizzazione dei pagamenti”.
I sindacati e l'Adoc sottolineano che “malgrado l’impegno e la professionalità del ridottissimo personale impiegato nell’Ufficio Tari, le code sono lunghe e insopportabili, destinate a provocare ulteriori disagi e rischi per la salute dei cittadini nei prossimi giorni in cui è attesa un’impennata delle temperature. Nulla che il Comune di Catania non potesse prevedere e affrontare per tempo. Rivendichiamo rispetto per chi paga tanto e con rabbia deve pure ascoltare periodicamente i dati, inquietanti, sull’evasione tributaria che l’ente locale subisce impotente”.




















.jpeg)









