Catania-Caserta-Empoli. Sembra un itinerario da vacanza estiva, è la triangolazione attorno alla quale si snoda il futuro della panchina rossazzurra.
Gli ultimi sviluppi vedono in brusco calo le quotazioni di Fabio Caserta. L'intesa economica non è stata raggiunta e il feeling tra le parti si è raffreddato sensibilmente anche per quel che riguarda il progetto tecnico, che il club di Pelligra vuole certamente competitivo ma legato a un monte ingaggi meno elevato, complice un deciso ringiovanimento dell'organico.
La prima alternativa valutata dal Catania è, come noto, il 43enne Pietro De Giorgio, il cui curriculum è unicamente targato Potenza, inizialmente da vice, poi come guida della Primavera e infine come primo allenatore.
Reduce da una buona stagione con i lucani (vittoria nella Coppa Italia di Serie C ed eliminazione nel primo turno della fase nazionale dei playoff per mano dell'Ascoli), il tecnico di Praia a Mare è stato già sondato da Grella riscontrandone la disponibilità e rappresenta ora il nome in chiara pole position per la successione a Toscano, un profilo emergente alla Tabbiani al quale affidare l'idea di un calcio più offensivo abbassando l'età media della squadra.
Su di lui, però, c'è da registrare l'interessamento di un'altra società. Quale? L'Empoli, proprio il club che Caserta ha condotto alla salvezza in B e al quale è legato sino a fine mese. Anche la dirigenza azzurra ha messo in calendario un incontro con De Giorgio, che potrebbe essere attratto dalla categoria superiore.
Un triangolo perfetto che - sebbene De Giorgio resti il nome forte - induce il Catania a cautelarsi. In caso di imprevisti, i due tecnici da tenere in considerazione, al momento, sono quelli di Emanuele Troise, che ha appena chiuso il rapporto con il Lumezzane (eliminato dal Cittadella al secondo turno dei playoff), e Aimo Diana, reduce dal divorzio con l'Union Brescia (esonerato a dicembre, al terzo posto a -13 dal Vicenza, dominatore del girone A).




















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