Quando si parla di malattie cardiache si pensa immediatamente al genere maschile che, non avendo la protezione degli ormoni femminili, va incontro statisticamente ad una percentuale di infarti cardiaci molto più alta rispetto alle donne, almeno nel periodo fertile. Eppure il cuore delle donne è maggiormente vulnerabile a patologie come la dissezione coronarica spontanea (SCAD) che è una temibile causa di sindrome coronarica acuta, specialmente nelle donne giovani e senza fattori di rischio cardiovascolari.
Ne esistono diversi tipi e quella occorsa al Policlinico di Messina da una giovane donna nel post partum era di tipo 4 cioè una occlusione totale di una arteria coronaria (solitamente un ramo distale) causata da un ematoma che comprime il lume. A differenza di altri tipi di SCAD, non mostra i classici "falsi lumi" all'angiografia e richiede spesso esami di imaging avanzati.
Per la donna di 38 anni è iniziato tutto dopo dieci giorni dal parto, con un dolore al torace pressante e una difficoltà a respirare persistente insorti alcuni giorni prima. Si reca al pronto soccorso del Policlinico, diretto da Giovanni Di Maio (nella foto tra Giuseppe Iraci, Roberto Iannì, Domenica Calatozzo e Antonio Micari a sinistra e Sophia Sorrenti e Danilo Mortelliti a destra).
Il primo esame elettrocardiografico mostra la presenza di un infarto acuto in corso a cui segue l’intervento dei cardiologi interventisti, coordinati da Antonio Micari, e supportati dagli anestesisti del servizio di anestesia diretto da Anna Teresa Mazzeo, che eseguono la coronarografia diagnosticando proprio una dissecazione coronarica spontanea, SCAD di tipo 4, cioè la più temibile; significa che una parte del vaso si scolla, chiudendolo e ostruendo il flusso coronarico come si vede nella grafica sotto.

Gli emodinamisti posizionano ben quattro stent nella coronaria ma la paziente va incontro ad un arresto cardiaco per cui viene inserita una pompa intracardiaca percutanea, introdotta dall’arteria femorale, che aiuta il cuore a pompare il sangue in modo efficace mantenendola in vita.
A questo punto la paziente viene trasferita al Papardo e messa in circolazione extracorporea (ECMO) nel reparto di Cardiochirurgia diretto da Francesco Patanè. Quindi lo spostamento in elicottero all’Ismett di Palermo per renderla elegibile al trapianto in emergenza e poterla mettere in lista zero per il primo cuore disponibile, poi trapiantato a distanza di pochi giorni dall’équipe del centro trapianti.

























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