SAN VITO LO CAPO (TRAPANI) - Un operaio che stava lavorando al depuratore comunale di San Vito Lo Capo, il 45enne Davide Anselmo, è morto probabilmente per le esalazioni dei fumi sprigionati dai reflui presenti nella vasca.
Sono intervenuti i sanitari del 118 e durante i soccorsi anche un operatore, Francesco Bulgarella di 63 anni, che stava praticando il massaggio cardiaco, ha perso la vita. Secondo le prime indicazioni, Anselmo non sarebbe un dipendente comunale ma lavorerebbe per una società campana che ha in appalto la gestione dell'impianto.
La tragedia è avvenuta stamattina nella struttura che si trova nella Tonnara del Secco. Anselmo, quando si è sentito male, stava recuperando una pompa non funzionante per sostituirla con una nuova. La vasca, all'interno della quale era sceso, non doveva teoricamente contenere liquami. E' stato portato in superficie dai vigili del fuoco.
L'allarme è stato lanciato da un altro operaio che si trovava sul posto, sono poi arrivati i sanitari del 118. Perché e da dove si siano sprigionate le esalazioni nocive lo accerterà la Procura di Trapani che coordina l'inchiesta sulle due morti.

Le circostanze dei due decessi dovranno essere ricostruite con precisione e sarà necessario chiarire la natura delle esalazioni presenti nell'impianto e la loro eventuale relazione con le due morti. Saranno l'esame del medico legale e poi l'autopsia ad accertarlo, possibile anche un malore dovuto alle alte temperature registrare in quel momento. Per quanto riguarda Bulgarella, i primi rilievi avrebbero escluso che la morte sia stata provocata da esalazioni.
Nel luogo dell'incidente insieme ai due operatori è intervenuta anche una dottoressa in servizio alla guardia medica. Le indagini sono condotte dai carabinieri, sul posto anche i funzionari dello Spresal di Trapani - Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro.
Nel giugno 2016 su disposizione della Procura di Trapani, la capitaneria di porto eseguì il sequestro preventivo del depuratore comunale di San Vito Lo Capo. Il provvedimento era stato emesso nell'ambito di un'inchiesta per presunto inquinamento delle acque marine.
Il depuratore, installato nel 2010, secondo le indagini della capitaneria di porto non sarebbe mai stato collaudato, ma il Comune di San Vito aveva stipulato un contratto con una ditta privata per la manutenzione dell'impianto. La Procura di Trapani indaga per accertare se il malfunzionamento del sistema di depurazione abbia provocato l'inquinamento delle acque marine a San Vito Lo Capo. L'impianto non era ancora stato collaudato e l'Arpa aveva più volte certificato anomalie al sistema di depurazione.




















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