MESSINA - Clamoroso furto d'arte nella serata del 15 agosto al MuMe, il Museo regionale interdisciplinare di Messina. I ladri intorno alle 21.50 sono riusciti a introdursi all'interno delle sale espositive eludendo i sistemi di allarme, riuscendo a sottrarre dei capolavori attribuiti ad Antonello da Messina.
I malviventi hanno agito con precisione, portando via 6 opere, tra le quali tre tavole su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, estratta direttamente dall'interno di una teca blindata.

Due dei capolavori trafugati sono stati ritrovati ieri sera: i ladri li hanno abbandonati sul muretto esterno del museo, lungo viale della Libertà. A notarle sono stati alcuni passanti che hanno avvertito le forze dell'ordine. Si tratta di due delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio, nulla si sa invece sulle altre quattro opere sottratte.
Il colpo sarebbe stato commesso da almeno tre persone a volto coperto, che avrebbero forzato l'ingresso secondario del museo, dopo aver tranciato una parte della ringhiera. Due delle sbarre che recintano l'area sono, infatti, leggermente piegate come per consentirne il passaggio.
Dalle immagini del sistema di video-sorveglianza del museo emergerebbe che la banda di ladri ha agito in un lasso di tempo fra 2 e 3 minuti.
La polizia scientifica cerca elementi utili a identificare i responsabili. C'erano diverse telecamere di sorveglianza e la struttura è sempre tutelata da un sistema di metronotte. Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi, in particolare la pista del mercato nero dei ladri d'arte. I controlli delle forze di polizia eseguiti agli imbarchi per Villa San Giovanni dopo il furto hanno dato finora esito negativo.
Gli investigatori stanno interrogando gli impiegati e gli addetti alla sicurezza del museo. La polizia vuole controllare se i ladri possano essere stati aiutati da qualche complice o meno. E da Roma è in arrivo un gruppo di investigatori del nucleo tutela e patrimonio culturale dei carabinieri per supportare i colleghi siciliani nelle indagini.

"Siamo sconvolti, erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell'arte", commenta la direttrice del museo Marisa Mercurio. "Un colpo quasi da film come al Louvre - sottolinea l'assessore comunale alla Cultura Enzo Caruso -. I riflettori accesi ultimamente sull'acquisto di un'opera di Antonello per 15 milioni di euro hanno destato l'interesse di tantissimi ladri d'arte. E' una tragedia: sono opere di valore inestimabile, già l'acquisto di un piccolo quadro è stato per 15 milioni di euro, immaginate il Podittico di San Gregorio che valore possa avere. La cosa che mi stupisce è che non sono opere su tela che si possono avvolgere ma su tavola. È un furto studiato da professionisti".
Per il governatore Renato Schifani "il furto è un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale. Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. E' già stata avviata un'ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all'operato del personale addetto alla custodia".

Il Polittico di San Gregorio detto anche del Rosario, fu commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia. Era originariamente composto da sei tavole raffiguranti al centro la Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, detta del Rosario; ai lati i santi Gregorio e Benedetto, nel registro superiore l'angelo annunciante e la Vergine annunciata. La tavola centrale, che probabilmente raffigurava il Cristo morto sorretto dagli angeli, è andata perduta.
La tavoletta bifronte, sempre sottratta dai ladri, ha sul davanti la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione, e dietro Cristo in pietà. L'opera fu attribuita ad Antonello nel 2003 e venduta dalla casa d'aste Christie's in quell'anno alla Regione Sicilia, proveniente dalla collezione di Wilhelm Soldan, nella quale si trovava dal 1930. Per le sue piccole dimensioni appare evidente la sua destinazione originaria al culto privato che utilizzava le effigi sacre per le proprie orazioni.
"L’incursione assume un significato particolarmente grave anche per il momento in cui è stata compiuta - dice il sindaco Federico Basile -. I malviventi hanno agito proprio nelle ore in cui la tradizionale processione della Vara, dopo aver attraversato le vie del centro cittadino, aveva appena concluso il suo percorso in piazza Duomo. Quella di quest’anno è stata una Vara profondamente segnata dal rispetto e dal dolore per le vittime del tragico crollo di Pistunina e di tutte le vite spezzate che hanno segnato questo inizio d’anno. Anche per questo il furto è un fatto gravissimo e profondamente riprovevole: in una giornata così profondamente legata alla nostra identità e alla nostra comunità, un gesto del genere ferisce ancora di più la sensibilità di Messina”.

Il museo regionale di Messina, inaugurato nel nuovo e grande plesso nel giugno 2017, è intitolato a Maria Accascina, tra le figure più rappresentative della storiografia artistica siciliana e storica direttrice dell'Istituto dal 1949 al 1963. E' conosciuto in tutto il mondo per i capolavori di Antonello da Messina e di Caravaggio.


















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