CATANIA - Sant'Agata si congeda. Si sono concluse le celebrazioni estive per la patrona di Catania, con l'esposizione delle reliquie, la traslazione all’altare maggiore, la messa presieduta dall'arcivescovo Luigi Renna a chiusura dell’anno giubilare e il rientro delle reliquie nel sacello.
Ieri sera il pontificale celebrato dal cardinale Pietro Parolin dal palco allestito sotto il municipio. "Tanta gente si è lamentata per non aver potuto assistere - dice sui social il sindaco Enrico Trantino -. Potrei limitarmi a osservare che io non c’entro niente nella definizione dei protocolli di sicurezza e nell’organizzazione dell’evento, ma non sarebbe sufficiente. Ogni anno la messa si è tenuta all’interno della cattedrale, che ospita fino a 2.000 persone. Ieri in piazza ne sono entrate più di 6.000. Qualcuno osserva che avrebbe voluto rivolgere una preghiera a Sant’Agata e che, con gli accessi contingentati, non gli è stato permesso. Preciso che la nostra patrona è rimasta sull’altare, visibile a tutti per l’intera giornata di ieri; e lo sarà anche oggi fino alle 12. Con una ostensione eccezionale nei giorni del 21 e 22. Mai Sant’Agata, per il rito di agosto, è stata così presente tra i suoi cittadini come quest’anno".

Trantino ieri è stato protagonista di un discusso bacio al cranio di Agata: "Mi ha invitato a farlo l'arcivescovo. Mi sono sentito schiacciato dal peso del ruolo, dal timore di usurpare il desiderio di tutti, di avere il contatto più ravvicinato che si possa desiderare con la santa". Una mossa che sui social ha scatenato diversi commenti polemici. "Sono devotissima - ha scritto Serafina -, ma questo lo trovo macabro". "Nemmeno gli Inca e i Maya arrivavano a tanto", ha commentato Antonello. E Saverio ha rincarato: "Siamo all'idolatria più medievale".

Tornando a ieri sera, durante la messa per il nono centenario della traslazione delle reliquie di Sant'Agata da Costantinopoli il cardinale Parolin ha portato "in questa amata terra di Sicilia la benedizione e l'affetto del papa, che si unisce spiritualmente alla gioia dei cittadini radunati attorno ad un'antica devozione per la santa patrona".

"Celebrare questo anniversario - ha sottolineato il cardinale - significa riconoscere che il Signore è stato fedele alla sua Chiesa attraverso i secoli, sostenendola nelle prove, purificandola nelle difficoltà e facendola rifiorire continuamente attraverso la testimonianza dei santi. La Chiesa di Catania custodisce un patrimonio immenso di fede, di cultura, di pietà popolare e di carità. Ma ogni eredità vive soltanto se viene continuamente rigenerata. Le nuove generazioni non hanno bisogno tanto di monumenti o di ricordi, ma di uomini e donne nei quali il Vangelo diventi nuovamente visibile".
Dopo la celebrazione ha avuto luogo la processione con le reliquie della santa in alcune delle principali strade del centro storico. Al termine i fuochi d’artificio e il rientro della santa in cattedrale.
Intanto muove un passo decisivo il cammino per l’iscrizione della festa di Sant’Agata nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco. Nel Palazzo della cultura si è tenuta la cerimonia ufficiale per la consegna della bozza del dossier da parte del comitato scientifico al comitato promotore. "L’evento si è svolto in un momento di straordinaria valenza simbolica per la comunità etnea, coincidente con le celebrazioni per il 900° anniversario del ritorno delle sacre reliquie a Catania", dice il Comune.

La preparazione del documento ha visto impegnati esperti e ricercatori attraverso un’articolata attività di analisi e ascolto diretto delle realtà ecclesiali, sociali, associative e dei singoli devoti. La candidatura pone al centro l’intero tessuto sociale: "La festa non è pensata come un elemento statico - aggiunge l'amministrazione -, ma come un’esperienza collettiva, un simbolo di identità, riscatto e partecipazione. Per accompagnare questa nuova tappa è stato lanciato il portale web ufficiale www.lafestadisantagatacatania.it, pensato come spazio permanente".
La consegna della bozza "dà il via a una fase decisiva: tra agosto e settembre la cittadinanza potrà esaminare e arricchire il testo tramite il portale on line; a ottobre il comitato scientifico finalizzerà il dossier per trasmetterlo al ministero della Cultura, che entro il 30 marzo 2027 deciderà se designare la festa di Sant’Agata quale candidatura ufficiale dell’Italia davanti all’Unesco".


















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