RIPOSTO (CATANIA) - Sopralluogo tecnico a Riposto dei carabinieri del Ris di Messina nella casa di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata impiccata dai vigili del fuoco che erano intervenuti per un incendio all'interno del basso in via Circonvallazione, lo scorso 23 agosto.
La strada già dalle 7.30 è stata interdetta al traffico, per l'esecuzione degli accertamenti irripetibili di polizia giudiziaria. Presenti a pochi metri di distanza dalla casa i familiari di Noemi e diverse troupe televisive. Al momento l'unico iscritto nel registro degli indagati per omicidio è Tony Proietto, che ha detto agli inquirenti di essere stato amico e non compagno di Noemi e ha negato ogni responsabilità.
Un primo elemento emerso è il ritrovamento in casa di un telefonino cellulare. I miltari del Ris durante il sopralluogo hanno svolto i rilievi fotografici, poi sono entrati gli uomini della sezione biologi, a seguire i difensori delle parti con i chimici, che hanno proceduto a tutte le operazioni del caso e all'asportazione di tutti i vari reperti presenti all'interno della casa.
L'immobile, in base a quanto appreso, è apparso carbonizzato nella prima stanza e in particolare nella camera superiore, mentre la cucina dove è stato trovato il corpo senza vita di Noemi non è stata interessata direttamente dalle fiamme ma è solo annerita dai fumi.
"Voglio giustizia per mia figlia, non cerco vendetta ma solo giustizia. Noemi se lo merita - ha detto la madre di Noemi parlando con i giornalisti -. Per il momento, fino a quando non si sapranno le cose, è inutile puntare il dito contro le persone come ha fatto chi ha detto che mia figlia era abbandonata. Ma lo capiscono il dolore di una madre? Noemi non era abbandonata, aveva tutto: aveva una casa e non viveva tra i cartoni alla stazione".



















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